ROBERTO CAVALLI

 

CAVALLI IN FESTA

n° 85 | giugno-luglio 2003

Scheda opera

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interpretazioni della natura - manti, animali, fiori, cieli stellati - giocate sulle sfumature. Se fossero riprodotte al computer perderebbero un po’ del loro calore, sarebbero più impersonali. Penso che non abbandonerò mai la mia tavolozza di colori.


Progetti futuri.

È previsto a breve il lancio del profumo maschile, dopo il grande successo della fragranza femminile - quello dei profumi è un mondo che mi affascina moltissimo: sto acquisendo una sensibilità olfattiva che prima non avevo. Poi è prevista l'apertura di nuove boutique monomarca e forse un altro Just Cavalli Café da qualche parte del mondo, ma è ancora troppo presto per parlarne. Da un punto di vista più personale, rimane ancora valido il mio progetto - forse un sogno - fare il giro del mondo in barca a vela.



di Giampaolo Atzeni


Incontro Roberto Cavalli a Milano, in occasione della grande festa organizzata per la presentazione della sua nuova Collezione Casa 2003, che ha visto la partecipazione di personaggi della moda e dello spettacolo. Lo stilista accoglie tutti da perfetto padrone di casa, in un'atmosfera che evidenzia il profondo legame d'affetto e di stima che da sempre lo circonda.


Ci troviamo nel suo locale, il Just Cavalli Café, modernissima struttura in acciaio e vetro immersa nel verde di Parco Sempione, a ridosso della Torre Branca ideata da Giò Ponti. Struttura che si integra perfettamente con l'ambiente circostante a testimoniare la continua ricerca di Cavalli nel coniugare l'attenta analisi della natura con gli aspetti più attuati e innovativi della società contemporanea: una caratteristica del suo lifestyle.


Lei ama paragonare ogni sua creazione a una galleria di opere d'arte. Quanto hanno influito suo nonno, Giuseppe Rossi (pittore macchiaiolo), e gli studi all'Accademia di belle arti nella sua carriera?

Direi che l'influenza è stata piuttosto forte: essendo fin da piccolo cresciuto in un ambiente dalle forti tradizioni artistiche, ho deciso di frequentare, seguendo le orme di mio nonno, l'Accademia di belle arti. Però già da subito mi sono reso conto che ciò che mi entusiasmava non era tanto lo studio, quanto la possibilità di sperimentare, di toccare con mano nuove tecniche. Mi sono avvicinato al mondo della mode quasi per caso: con un mio amico, per gioco su un tavolo da ping-pong, abbiamo cominciato a esplorare un nuovo processo di stampa su pelle che è poi quello che , affinato nel corso degli anni, mi ha fatto conoscere nel mondo della moda. I miei studi e il mio background sono stati comunque fondamentali per la carriera. Sebbene in maniera diversa da mio nonno anch'io mi reputo un artista: la differenza sta nel fatto che le mie creazioni non sono appese a una parete ma si indossano.


L'originale e complesso equilibrio delle sue creazioni di moda si ripropone nella produzione delle nuove linee studiate per la casa. Qual è il filo conduttore di questo lifestyle?

È rappresentato proprio dalla ricerca di un lifestyle - la mia idea di base è infatti quella di proporre uno stile armonico e integrato, che abbracci a 360 gradi i vari aspetti del quotidiano - quindi non solo abiti per la persona ma anche accessori e abiti per la casa e per la tavola, interpretati tutti attraverso un'unica sensibilità e un unico gusto.


In una società che non compra per bisogno, quali emozioni scatenano le sue creazioni?

Dovrebbe dirlo chi le acquista. Spero che la mia moda trasmetta energia, gioia di vivere, voglia di esprimersi in maniera fantasiosa e colorata.


Qual è lo spirito che ha portato al Just Cavalli Café?

È iniziato tutto quando ho deciso di rilevare Caffè Giocosa, che si trova di fianco alla mia boutique di Firenze: proprio in quanto caffè storico, i lavori di ristrutturazione e trasformazione sono stati ridotti al minimo, per preservare l'atmosfera originaria. Questa esperienza mi ha fatto venire una voglia incredibile di allestire uno spazio tutto mio, che fosse Cavalli fino in fondo: da lì l'idea del ristorante.


Per la creazione del Just Cavalli Café si è avvalso di prestigiose collaborazioni?

La struttura del Just Cavalli Café è stata realizzata tra il 1998 e il 2002, e porta la firma dell'ingegner Meriggi e degli architetti Fiammetta e Lorenzo Raveggi. Quando ho rilevato lo spazio, essendo l'esterno già bello d'impatto, ho potuto dedicarmi esclusivamente all'arredo degli interni: la mia fiducia è andata ancora una volta a Italo Rota, che ha seguito insieme a me già altri progetti importanti quali l'allestimento della mostra “More & More & More”, tenutasi l'anno scorso a Palazzo Pini a Firenze.


Come ha affrontato gli interventi all'interno dello storico caffè fiorentino Giacosa, per coniugare le antiche soluzioni architettoniche con la forza della sua creatività?

In realtà, la condicio sine qua non per poter rilevare lo storico Caffé fiorentino era di mantenere assolutamente inalterata la struttura, e così è stato: ho conservato perfino i camerieri. Gli interventi si sono limitati a dare un tocco “Cavalli”dove potevo, nei pouff nelle tende ma soprattutto nei prodotti: cioccolata e cioccolatini zebrati e maculati che, oltre a essere bellissimi, sono veramente buoni.


Il profondo legame con la natura, che indaga nei suoi più intimi dettagli, emerge anche nell'ultima collezione - Roberto Cavalli Casa - presentata all'interno del Salone del Mobile 2003.

È vero, ma questo a prescindere dalla collezione - la natura è l'esatto Leitmotiv delle mie creazioni; per me è il designer più grande e perfetto e, in quanto tale, una fonte continua e inesauribile di ispirazione.


Il procedimento alchemico che ha portato alla sperimentazione di nuove tecnologie e all'incessante ricerca di materiali inediti, come si è modificato con l'avvento del digitale?

La tecnologia digitale si è imposta in maniera prorompente in ambiente grafico e fotografico, ma per fortuna riesco ancora a fare a meno del computer;  le mie stampe, alle quali devo gran parte della notorietà, sono