GATTINONI

 

UNA FAVOLA MERAVIGLIOSA

n° 130 | dicembre-gennaio 2011

di Giampaolo Atzeni


Manager determinato e instancabile, caoace di unire doti imprenditoriali e gusto raffinato. Stefano Dominella, presidente della Gattinoni, ci accoglie nella sede storica romana della maison a due passi da via Veneto.


Quali erano le caratteristiche principali della maison fondata da Fernanda Gattinoni?

Fernanda Gattinoni ha avuto il successo maggiore negli anni ‘50-’60, quando si era agli albori della moda italiana, lanciando lo stile impero, con il quale si è imposta all'attenzione del mondo. Le clienti frequentavano l'atelier per avere uno stile diverso, perché lo stile impero non era solo un taglio in un vestito, era il riappropriarsi del corpo della donna e liberarlo, facendogli assumere un'altra silouette.


Per Fernanda il rapporto con il cinema è sempre stato molto importante, continua ancora oggi?

Il cinema è stato importantissimo, la maison Gattinoni ha vestito Ingrid Bergman, nei suoi film diretti da Rossellini, Anna Magnani e Audrey Hepburn , Lana Turner, dive che hanno reso celebre la maison in Europa e negli Stati Uniti, su questo aspetto è stata realizzata un’importante mostra "Fernanda Gattinoni. Moda e stelle ai tempi della Hollywood sul Tevere". Il rapporto continua ancora oggi e si è intensificato vestiamo tantissime donne dello spettacolo per film italiani e stranieri, ad esempio l'attrice Susan Saradon. Ora stiamo preparando “La donna della domenica” con la regia di Giulio Base.


Lei ha lavorato con Valentino, Mila Schòn fino ad approdare trenta anni fa alla Maison Gattinoni iniziando a lavorare con Raniero Gattinoni , come è cambiata la maison con il vostro apporto.

Con Raniero è stata un'avventura meravigliosa, è stato fatto un restyling del marchio. Insieme abbiamo dato il via alle collezioni di pret-a-porter, abbiamo sviluppato una nuova strategia di distribuzione che ha aperto al marchio, che fino ad all'ora era un marchio di Alta moda, le porte dei mercati internazionali.


Dal 1994 la direzione artistica della celebre Maison Gattinoni è stata affidata alla creatività di Guillermo Mariotto, che ha da subito avviato un importante restyling, a partire dall’uso di materiali sperimentali”. E' questo il futuro?

Sicuramente si, oggi il made in Italy, oltre all’estetica e alla perfetta fattura ha una marcia in più se c'è una ricerca che sperimenti nuovi e inusuali materiali, usando una tecnologia avanzata responsabile. Guillermo utilizza inoltre tessuti eco-compatibili.


Guillermo Mariotto ha dichiarato spesso che, “Con l'ago e con il filo si può comunicare e lottare”. Attualità e temi sociali è questo lo scenario a cui si deve rivolgere la moda per non perdere il contatto con la realtà?

Con un abito si può fare il giro del mondo e si può comunicare legandosi a eventi sociali o artistici importanti, credo che sia basilare per un gruppo che lavora in tutto il mondo utilizzare una comunicazione forte, che abbia un rapporto con l’arte, l'attualità e il sociale.


L'atelier di Fernanda Gattinoni era un salotto frequentato dagli esponenti della cultura del dopoguerra, artisti come Guttuso, che rapporto ha ora la maison con il mondo dell'arte?

Strettissimo tanto è vero che giovani pittori prendono parte e illustrano i tessuti della nostra alta moda, in modo particolare Federico Paris, pittore e scultore ha uno strettissimo rapporto con Gulliermo Mariotto, insieme hanno dato vita a collezioni importanti come quella dedicata a Picasso e alla Tauromachia o quella dedicata a Klimt, e a scenografie per le sfilate . Con l'Alta moda si può sperimentare e ottenere risultati molto interessanti.


In una società multietnica e multiculturale quale è oggi il nuovo concetto di eleganza?

Per essere eleganti oggi non bisogna seguire alla lettera quello che consigliano le riviste, ma piuttosto miscelarla in modo da far emergere gli aspetti predominanti del proprio carattere. La moda è un linguaggio che serve a presentarsi, che deve parlare di noi, non si deve diventare dei semplici manifesti della moda.


 Lei ha parlato spesso di nuovo Rinascimento, quali sono i segnali di questa nuova ripresa

Quando si parla di moda bisogna ricordarsi che è un'industra, un settore importante dell’economia nazionale. Il successo del Made in Italy è dovuto alle capacità imprenditoriale degli italiani e alla nostra creatività, che prende spunto dalla nostra straordinarioa storia culturale, ma tutto questo si è unito alla nuova ricerca tecnologiaa. E’ questo che ha permesso di realizzare una nuova alchimia tutta italiana che potrà crescere moltissimo se riusciremo a superare i particolarismi.


Lei ha sempre ricoperto cariche pubbliche all’interno del settore, l ‘Unione Industriali, Camera Nazionale della Moda, è stato presidente di Alta Roma, direttore didattico dell'Istituto Europeo di Design.

Sono sempre alla ricerca di nuove strategie che mettano in risalto e incrementino le potenzialità di questo settore, miscelando tradizione e innovazione. Inoltre credo molto nei giovani talenti e ho sempre cercato di valorizzare le nuove fucine di idee.

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In che cosa consiste la continuità con il passato e cos’è cambiato rispetto a un mondo nel quale rivolgersi ad una sartoria era quasi un rito?

La storia del marchio una favola meravigliosa, un retroterra culturale e un bagaglio di esperienze che poche griffe italiane possono vantare. L’eredità più importante che è restata nel nostro DNA è la sartoria , ma ora è un marchio internazionale, con collezioni di collezioni di maglieria, profumi, occhiali, orologi, fino alla pelletteria che oggi con la collezione Planetarium hanno un successo internazionale che consta di circa 200.000 pezzi l'anno venduti in 800 punti vendita nel mondo.


Obiettivi futuri?

Il rapporto con la Cina con l'apertura di due nuovi store a Pecchino e Shangai e entro il 2013 venti punti di vendita in tutta la Cina.