LUIGI BREMBILLA

 

A QUALCUNO PIACE CALDA

n° 98 | agosto-settembre 2005

di Giampaolo Atzeni


Siamo nella campagna bergamasca, dove si trova la casa di Luigi Brembilla, industriale e collezionista d’arte, fondatore della Fabbrica Brem che produce caloriferi per l’architettura, al cui interno è nata la Brem’Art, una serie di caloriferi creati da artisti. L’architetto ci accoglie in un’antica casa patrizia del ‘200, con saloni affrescati e una cappella sconsacrata dove è situata una parte della sua raccolta.


Come è nata la tua passione per l’arte?

Molto presto, avevo circa quindici anni. In seguito mi sono iscritto alla facoltà di architettura e la mia passione si è intensificata attraverso la conoscenza dei movimenti artistici e delle varie correnti, in particolar modo sono sempre stato attratto dall’arte contemporanea. L’arte è stata da sempre per me uno dei momenti di maggior coinvolgimento, ma con gli anni ho capito che la passione non basta. Sono necessari uno studio continuo e una frequentazione seria, rigorosa.


Come è strutturata la tua collezione, acquisti per impulso o mantieni una linea di coerenza?

Mantengo una linea di coerenza per quanto riguarda arte povera, astrattismo geometrico, informale, optical, sino al concettuale, l’invenzione è la parte che più mi affascina. Allo stesso tempo, però, mi interessano molto anche i giovani talenti che seguo con particolare attenzione.


Per le acquisizioni ti rivolgi a esperti di fiducia, o ti affidi prevalentemente all’intuito e al gusto?

Intuito e gusto senz’altro sono i primi a emergere. Per quanto riguarda acquisizioni più importanti, mi avvalgo anche della consulenza di alcuni esperti. Per me è fondamentale anche poter avere un contatto diretto con gli artisti, instaurare un rapporto, conoscerli per comprendere meglio il loro percorso, così come è avvenuto con gli autori coinvolti nel progetto Brem’Art.


Verso quale disciplina artistica indirizzi maggiormente la tua attenzione?

Data la mia formazione, sicuramente l’architettura mi attrae di più, ma ho legami profondi pure con le altre discipline artistiche.


Per quanto attiene alla Brem, qual è il tuo rapporto con il design?

Ho frequentato a lungo le problematiche legate al design perché la produzione della mia azienda è sempre stata caratterizzata dalla ricerca di soluzioni innovative. Lo scopo è ottenere un livello molto alto nella produzione di oggetti che diventino forme plastiche da inserire come sculture nell’arredamento.


Come è nata l’idea della linea Brem’Art che propone caloriferi disegnati da artisti?

Il rapporto che ho da sempre con pittori e scultori e la conoscenza approfondita del lavoro di alcuni di loro mi hanno portato in questa direzione. Quindi, dalla necessità di dare un impulso diverso da quello offerto dal design, senza limiti creativi, è nata l’idea di chiedere agli artisti di interpretare con il loro lavoro i miei caloriferi.


Piena libertà all’artista.

La libertà è completa. Non chiedo un’opera di design, ma desidero che ognuno trasmetta la propria arte attraverso i caloriferi della Brem. Unica indicazione è quella che le opere continuino a svolgere la loro funzione. Alcuni hanno applicato ai radiatori simboli abitualmente usati nelle loro opere, altri vi hanno inserito sculture che galleggiano nello spazio, oppure, opere pure ed essenziali impreziosite con elementi insoliti come ottone o pietre fossili.

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Come è stata recepita dal mercato?

Abbiamo inserito i prodotti della Brem’Art all’interno del nostro catalogo. L’iniziativa viene guardata con attenzione dalla critica e dagli acquirenti. Ci siamo promossi partecipando a importanti fiere ed esposizioni in Italia, all’estero, e allestendo stand scenografici come quello all’ultimo Salone del mobile a Milano.


Progetti per il futuro?

Per quanto riguarda l’attività di architetto vorrei poter dedicare maggior tempo all’aspetto creativo e riprendere a partecipare a grandi concorsi. Naturalmente, intendo continuare il progetto legato a Brem’Art al quale credo molto e mi ha dato tante soddisfazioni sia in termini di rapporti con nuovi artisti, sia per le potenzialità future.